Pubblicato il

PINOCCHIO 3D A TEATRO

scena a teatro di Pinocchio 3D

L’Assessorato alla Cultura di Porto Sant’Elpidio e soprattutto Lagrù Ragazzi il 10 febbraio ha portato in scena un “Pinocchio in 3D“. L’ultima produzione di questo gruppo teatrale ha chiuso la rassegna di teatro per ragazzi e famiglie, sul palco del teatro delle Alpi della cittadina marchigiana.

Oberdan Cesanelli insieme a Stefano Leva e Lorenzo Palmieri sono i protagonisti di questo particolare spettacolo diretto da Mari Mirabassi in una coproduzione firmata Lagrù Ragazzi e Tieffeu Teatro di Figura Umbro. Dov’è la particolarità di questo spettacolo, che ha già avuto l’anteprima a Perugia il 25 novembre? Sul palco non solo attori, burattini e pupazzi creati da Mario e Ada Mirabassi, ma anche una stampante in 3D, pronta a realizzare un Pinocchio in 3D. La caratteristica e l’originalità di questa versione di Pinocchio è proprio la commistione dell’innovazione tecnologica della stampa 3D con la tradizione del gioco e della scultura. Digitalizzazione e magia che si incontrano. E regista e attori riescono a fare integrare perfettamente la tecnologia nello spettacolo.

La storia di questo Pinocchio in 3D

La storia in questione narra di un falegname che costruisce i vari personaggi della fiaba più famosa al mondo. Ma deve anche fronteggiare gli assalti di due venditore che tentano di vendergli e rifilargli ogni sorta di aggeggio e macchinario, anche inutile. Disperato ed esasperato questo nuovo Geppetto dei tempi nostri, li accontenta acquistando una stampante in 3D con la speranza di poter alleviare il suo lavoro. I venditori sono soddisfatti di questa loro truffa, pensando che si tratti di una macchina non funzionante. Ma non è così! Il moderno artigiano riesce a stampare i primi oggetti e questo gli porta nuovo lavoro commissionato dall’impresario.

A questo punto i venditori cercano ogni modo per riprendersi la stampante e si spacciano per personaggi della storia stessa di Pinocchio. Quindi uno alla volta i vari personaggi della fiaba entrano in scena per tentare di rubare la macchina. E così entrano un po’tutti, il Grillo Parlante, il Gatto e la Volpe, la Fata Turchina, Lucignolo ma anche altre maschere come Arlecchino e Pulcinella, per arrivare fino al Pesce Cane. La fine non la sveliamo ma qualcosa, o meglio un personaggio imprevisto farà saltare i piani dei due venditori.

pinocchio in argilla

Noi di mymicrome intanto abbiamo creato un Pinocchio in argilla per un distributore di Souvenir a Roma. Scopri le nostre realizzazioni e statuine personalizzate da foto in argilla e in 3D per ogni occasione.

Pubblicato il

NUOVI ORGANI UMANI. ECCO IL CHIRURGO CHE VUOLE STAMPARLI IN 3D

nuovi organi umani in 3d
il chirurgo dei nuovi organi umani Anthony Atala

Anthony Atala. Questo è il nome del chirurgo, tra i pionieri del suo campo, che ci racconta come si arriverà presto ad utilizzare nuovi organi umani , ma stampati in 3D. Perchè farlo? Semplice! Minori costi, maggiore riuscita. Siamo a Winston-Salem in North Carolina. C’è una stampante che cellula dopo cellula, strato su strato, lentamente ricostruisce nuovi organi umani che potranno essere trapiantati in pazienti che ne avranno bisogno. Si intuisce subito il primo vantaggio: nessun problema di rigetto. L’idea è la stessa di una comune stampante 3d commerciale, con la differenza che invece di PLA o materiale plastico o ABS, viene steso del tessuto vivente. Questo è il progetto della Wake Forest Insitute for Regenerative Medicine al cui comando c’è Anthony Atala che da più di 10 anni lavora a questo progetto. Secondo Atala la cosa più sconvolgente per un chirurgo è essere costretti ad operare non nel modo ideale con l’unica scelta possibile. Quindi
Piuttosto che trapiantare dispositivi o organi che sappiamo daranno problemi, perché non costruirsi direttamente un organo dal paziente stesso?“.

Piuttosto che trapiantare dispositivi o organi che sappiamo daranno problemi“, continua Atala, , “perché non costruirsi direttamente un organo dal paziente stesso?“.

Con quale procedimento verranno stampati questi nuovi organi umani in 3D?

Tutto può sembrare semplice e automatico con la stampante 3D. Anche produrre un piccolo oggetto non è così facile. Non basta schiacciare un pulsante, e tac….il gioco è fatto! NO! A maggior ragione per produrre un organo umano in 3D, il processo è molto complesso. Si parte da un lavoro manuale che realizza l’organo per poi passare all’automazione del procedimento per riprodurlo in 3D. E come si fa a produrlo a mano? Si deve prima di tutto prendere un piccolo campione di tessuto, grande come mezzo francobollo, dall’organo del paziente che si vuole ricreare. Le cellule di questo campione vengono moltiplicate al di fuori del corpo e si crea uno stampo tridimensionale di materiale che viene riassorbito dall’organismo, rivestendo questa specie di struttura con le cellule. Questa struttura viene messa in una sorta di forno che riproduce le condizioni del corpo umano, dove deve maturare fino ad essere pronta per l’utilizzo.

Quindi si passa al procedimento che riguarda la stampa 3D, conoscendo bene queste fasi: recupero delle cellule, crescita di esse, farle rimanere normali e farle funzionare. In sostanza si deve automatizzare il processo. Sembra semplice, ma non è così. Per ora si sono stampate strutture piatte come pelle, vasi sanguigni o uretra o organi cavi come vescica e vagina. Sicuramente sarà più complicato realizzare gli organi solidi, perchè ci saranno molti più problemi come la vascolarizzazione, dato il maggior numero di cellule per centimetro quadrato.

Vantaggi e costi di un organo stampato in 3D

I principali vantaggi di creare nuovi organi umani in 3D sono la precisione perchè la stampante può posizionare le cellule dove si vuole, la riproducibilità, visto che si può riprodurre lo stesso identico organo più volte. La scalabilità, cioè la possibilità di riprodurne tanti quanti sono necessari e la riduzione dei costi. Infine questa tecnologia consente di usare le tecniche di imaging direttamente dal paziente. Con la scansione dell’organo e la conversione tramite software, si crea la base per costruire la struttura personalizzata.

E veniamo ai costi. La stampante quanto costa? Devono essere apparecchiature molto sofisticate, con augelli grandi quanto una cellula per essere estremamente precisi. I prezzi di queste tipologie vanno da qualche migliaio di dollari fino anche a 100000 dollari. Tutto sommato non sono così costose, contando che su quella cifra si aggirano le stampanti che riproducono le nostre statuine per un matrimonio 3D. E un organo, quanto costa? In teoria il costo diminuisce con la stampa di nuovi organi in 3D. Un singolo stent cardiaco può arrivare a 10mila dollari, ma più che al costo sostenuto bisogna guardare a quello risparmiato per esami, cure e terapie non più necessarie, come ad esempio ai 250mila dollari annui che costa un paziente in dialisi negli USA, con insufficienza renale. Ma si risparmia anche per il trattamento farmacologico, in quanto il tessuto trapiantato viene riconosciuto dall’organismo e dal sistema immunitario e non viene attaccato.

In conclusione, speranze e aspettative

Quindi adesso il prof. Atala si aspetta non solo di costruire organi piatti, ma anche solidi: cuori, fegati e reni. Il trapianto parziale è già fattibile ma si vuole raggiungere quello completo. Pian piano si vuole arrivare a dare speranze complete ai pazienti, anche se Atala non vuole dare tempi e scadenze che in questo campo non sempre si possono rispettare. Ma le aspettative sono elevate e questo fa ben sperare.

Dagli organi veri a interi corpi in miniatura, da un utilizzo molto utile per la medicina alle nostre proposte di statuine personalizzate . Tutto questo e molto più è quello che può fare una stampante in 3D.

Pubblicato il

BENVENUTI A MARWEN. QUANDO L’ARTE SALVA UNA VITA

titolo benvenuti a marwen

Il 10 gennaio è uscito nelle sale cinematografiche italiane BENVENUTI A MARWEN, il nuovo film di Robert Zemeckis con l’attore Steve Carell protagonista. L’attore , dopo essere diventato famoso per alcune commedie americane, si presenta in questo film in una veste romantica e drammatica nello stesso tempo. Del regista non c’è bisogno di ricordare le sue altre opere ricche di effetti speciali, tra cui Ritorno al futuro, Forrest Gump e Chi ha incastrato Roger Rabbit. Ma perchè vogliamo parlare di cinema nel nostro sito dedicato a prodotti artistici personalizzati e in particolare alle statuine personalizzate ? Perchè si parla di arte, statuine e come tutto ciò abbia salvato la vita a Mark Hogancamp, il personaggio interpretato da Steve Carell.

Fantasia e poesia in Benvenuti a Marwen

foto del film benvenuti a marwen

“Facevo l’illustratore, ero specializzato in scene della Seconda guerra mondiale. Ora scrivo a malapena il mio nome”. Con questa frase Mark Hogancamp esordisce per presentarsi. Tratto da una storia vera, il protagonista, disegnatore e vittima dell’alcool, viene brutalmente aggredito da una banda omofoba. Rimane in come per nove giorni con conseguente perdita della memoria. Siamo negli anni ’80. Mark deve rinunciare alle cure e alle terapie cliniche per mancanza di denaro. Questo lo porta a dover inventarsi qualcosa di nuovo che possa riportarlo ai suoi vecchi ricordi e dare un senso alla sua esistenza. E così nel giardino intorno al suo caravan in cui vive, inizia a riprodurre un villaggio belga della seconda guerra mondiale in scala 1:6. La particolarità di questo villaggio Marwencol, da cui il titolo Benvenuti a Marwen, è che ci sono solo donne pronte a prendersi cura del suo alter ego, un pilota americano. E qui nascono le sue storie. Vicende che, grazie alla realizzazione di case e statuine che prendono vita, gli danno la possibilità di vivere una seconda volta. Gli effetti speciali che contraddistinguono il regista, mescolano persone umane e donne in forma di bambole. Bambole agguerrite e pronte a combattere contro il nemico nazista. Un mondo a volte drammatico ma di fantasia e speranza dove il nostro amico ha la forza di rinascere e brindare “alla vita, all’amore, alle donne di Marwen”.

Speriamo di avervi incuriosito per portarvi al cinema con le statuine di Benvenuti a Marwen

Pubblicato il

Le migliori invenzioni del 2018

casa 3d tra le invenzioni del 2018

Tra le migliori invenzioni del 2018, sicuramente quelle del mondo 3D hanno lasciato il segno nell’ambito delle invenzioni tecnologiche che sono destinate a cambiare la vita quotidiana di molte persone. Le migliori scoperte tecnologiche dell’anno che sta terminando al momento possono essere considerate come semplici novità. Sembrano lontane dalla nostra realtà ma presto potranno essere di uso comune per le generazioni future.

La stampa in 3D tra le migliori 5 invenzioni del 2018

Tra le migliori invenzioni del 2018 la stampa 3D occupa un ruolo di primo piano, anche perchè ormai sta entrando nell’uso quotidiano. Iniziano ad essere sempre più numerosi gli oggetti piccoli e grandi che si trovano in commercio realizzati con queste speciali stampanti. Anche nel nostro settore del wedding le top cake riprodotte in 3D sono tra le più originali e uniche come quelle che vi proponiamo

Queste ultime sono anch’esse diventate prodotti di culto e non è difficile trovare macchinari per la stampa a tre dimensioni negli uffici e nelle aziende. Finora però le cose create in questo modo sono state soprattutto gadget e oggetti quasi da bigiotteria. Ma l’aumento delle dimensioni delle stampanti 3D potrà portare importanti novità.

Non difficilmente possiamo trovare stampanti 3D in un ufficio, in un’azienda e anche in casa per un uso non professionale. Il mondo dell’oggettistica, come la bigiotteria o del gadget aziendale come quelli offerti sul nostro sito sono tra i principali fruitori di questa tecnologia. Ma l’aumento delle dimensioni delle stampanti 3D possono portare a grosse novità per progetti molto più grossi.

Infatti a dimostrazione di quanto appena detto, nei primi mesi del 2018. la startup Texana Icon ha realizzato un edificio di 32 mq in sole 48 ore. Tutto questo grazie alla stampante Vulcan 3-D, un macchinario unico e rivoluzionario. Il Vulcan crea la struttura della casa strato per strato, partendo dalle fondamenta, per passare alle mura, e così via. In questo modo si ha un notevole risparmio di costo di materiale e manodopera rispetto ai metodi tradizionali. L’aspetto più interessante è la collaborazione con New Story. Trattasi di un’organizzazione benefica che si occupa di portare aiuti nel Terzo Mondo tramite Vulcan in modo da dare soluzioni abitative durature nelle regioni più povere.

migliori invenzioni del 2018 una casa in 3d

Le altre invenzioni in classifica

Per la vostra curiosità è giusto anche elencare brevemente le altre invenzioni che il sito Digitalic elenca tra le prime cinque del 2018.

Protesi teconlogiche: si tratta di esoscheletri della ditta americana Rewolk. grazie a queste protesi, gli stimoli elettrici vengono mandati alla colonna vertebrale dei pazienti in modo da permettere i movimenti di gambe e braccia. Questo permette una nuova mobilità per i disabili.

Droni salvavita: ormai di uso comune per molte attività, per diletto ma anche per scopi utili come per operazioni antincendio. Quelli della startup californiana Zipline possono fare fino a 500 consegne al giorni, per destinare medicinali e cibo in maniera più rapide e in zone remote.

Carne non animale: si tratta di carne prodotta senza uccidere animali. Aziende come Beyond Meat possono produrre hamburger e salsicce con stesso sapore, aspetto e contributo nutritivo della carne animale. L’azienda ha lanciato anche le salsicce simil pollo.

Intelligenza artificiale per la chirurgia: l’azienda Digital Surgey commercializza programmi che possono dare un valido aiuto a medici e chirurgi in sala operatoria. Grazie alla AI di queste piattaforme, il programma riconosce ciò che accade durante l’intervento e può fare controlli incrociati con i libri di medicina e anatomia.

Queste sono le principali 5 invenzioni tecnologiche del 2018 secondo il sito DIGITALIC.

Pubblicato il

Nasce la moto stampata in 3D

Marco Mattia Cristofori e Maximilian Sedlak di Nowlab gli ideatori. Nera il nome. Nasce la moto stampata in 3D nei laboratori di BigRep utilizzando stampanti a larga scala.

BigRep è un colosso tedesco della produzione additiva e della stampa 3D, e alla fiera Formnext di Francoforte ha presentato una serie di prototipi basati sulla mobilità elettrica. Nera, la prima moto elettrica stampata interamente in 3D è sicuramente il prototipo più interessante. Nera è stata stampata nei laboratori di BigRep utilizzando stampanti 3D a larga scala e utilizzando filamenti e layer ottenuti grazie all’impiego 
di ProHTProFLEXPETH e PLA.

Questa moto futurista presenta varie innovazioni come i pneumatici airless e l’integrazione di una serie di sensori. Ad eccezione del motore elettrico, tutte le componenti della moto sono state stampate in 3D: pneumatici, cerchi romboidali, telaio, forcella e sella. Inoltre le tradizionali sospensioni sono state rimpiazzate da dei bumper flessibili.

World-First Fully 3D Printed e-Motorcycle

The VIDEO is OUT!! SHARE IT >>It’s a world record-breaking moment as NOWLAB 3D print the first fully functional e-motorcycle. The NERA e-motorcycle is a work of true innovation and collaboration, spearheaded by Daniel Büning, Co-founder and Managing Director of NOWLAB. In the engine room were inspired creators: Lead Designer Marco Mattia Cristofori and Maximilian Sedlak! All #Nerabike parts including tires, rims, frame, fork and even the seat were 3D printed on the BigRep ONE.“The NERA combines several innovations developed by NOWLAB, such as the airless tire, functional integration and embedded sensor technology” explained Büning. “This bike and our other prototypes push the limits of engineering creativity and promise to reshape additive manufacturing technology as we know it.” Learn more about NOWLAB >> https://bigrep.com/nowlabPhotography by Itai Vinograd

Geplaatst door BigRep op Vrijdag 16 november 2018

Ovviamente si tratta solamente di un concept, senza dubbio un buon esercizio di stile volto al futuro, ma difficilmente Nera solcherà le nostre strade, tanto che non si conoscono neanche i particolari del motore elettrico né la sua autonomia…

Pubblicato il

sedie stampate in 3d per il gaming

La comodità è un elemento fondamentale per gli appassionati di videogiochi. Ed ecco che arrivano le sedie stampate in 3D per il gaming. In questi anni, si è sviluppato un vero e proprio mercato di sedie da gaming che somigliano molto a sedie da ufficio, sono girevoli ed ergonomiche.

Anche Ikea ha deciso di proporre il suo prodotto nel settore con un progetto decisamente innovativo. Una sedia da gaming stampata in 3D e fatta su misura per il sedere del giocatore.

Ikea Ubik, questo sarà il nome della sedie in 3D super ergonomiche che verrà realizzata sulla base dei dati rilevati dalla scansione tridimensionale (che verrà effettuata in negozio). Nella seconda fase, verranno stampati in 3D dei cuscinetti in lattice da porre nella struttura della sedia da gaming. Tutto questo però non prima del 2020

Si potranno anche richiedere ulteriori personalizzazioni estetiche e per iniziare a giocare con il sedere poggiato sulla nuova sedia da gaming su misura, dal momento dello scan in negozio. Quanto tempo occorrerà per avere la propria sedia? Non molto! Appena due settimane.

Fanno parte del progetto anche altre due aziende: la statunitense Unyq, specializzata nella produzione di protesi e altri dispositivi medici personalizzati, e la svedese Area Academy, società esperta in strutture educative per gli e-sport.

Secondo gli sviluppatori di Ikea, questa sedia da gaming altro non è se non “un semplice arredo che migliorerebbe l’esperienza di gioco dei 2 miliardi di player che ci sono nel mondo”. Un target molto ampio che, all’inizio, potrebbe essere trainato dai gamer professionisti.

Contattaci per creare il tuo oggetto personalizzato in 3D, anche solo da fotografie

Pubblicato il

STATUE IN 3D PER RESTAURARE

Statue in 3D anche nell’arte. Le originali figure in marmo della facciata del Battistero di San Giovanni in Corte a Pistoia, torneranno al loro posto per dare al Battistero la sua antica conformazione artistica.


Le due statue di San Jacopo e San Giovanni Battista rimosse nel 1985, non saranno più le originali figure in marmo, ormai danneggiate dai secoli. Ma due copie perfettamente uguali realizzate grazie alla scansione digitale delle due statue stesse, che sono poi state stampate in 3D. Il tutto utilizzando uno speciale materiale plastico. Sempre più spesso si utilizza questo materiale non solo per ricreare statue in 3D, ma anche per altri interventi nel mondo dell’arte.

Rimosse 33 anni fa la loro condizione, fortemente danneggiata, non ha permesso di realizzarne una copia con la tecnica classica del calco in gesso. Per cui si è reso necessario ricorrere alla tecnologia in 3D, come già è avvenuto riprodurre le opere del Ratto delle Sabine, nella Loggia dei Lanzi a Firenze.

statuine 3d personalizzate. Guarda le nostre proposte

Pubblicato il

SOLO 900 € PER UNA CASA IN 3D

Secondo il sito www.tech.everyeye.it basteranno 900 € per costruire una casa. 

Ebbene, ecco Gaia, la prima abitazione stampata in 3D utilizzando terra cruda, lolla di riso, paglia e calce. Pensate che essa è stata pure realizzata da un’azienda italiana, di Massa Lombarda (Ravenna) più precisamente.

Stiamo parlando della società WASP, che ha presentato la sua creazione nel corso della conferenza denominata “A call to save the world“. Gaia è stata realizzata utilizzando la nuova tecnologia di stampa 3D chiamata Crane WASP.

In particolare, i materiali naturali sono stati forniti da RiceHouse, in modo da realizzare una casa a impatto zero. Infatti, essa fa uso di una mescola composta da un 25% di terreno (40% limo, 30% sabbia, 30% argilla), un 25% di lolla di riso, un 10% di calce idraulica e infine un 40% di paglia di riso trinciata. Gaia è stata stampata in circa 10 giorni, con un costo complessivo dei materiali utilizzati che si aggira attorno ai 900 euro.

Interessante il fatto che l’abitazione integri al proprio interno un sistema ventilazione naturale, uno di impiantistica e uno di isolamento termo-acustico. Questo per un totale di 30 mq di parete dallo spessore di circa 40 cm.

La notizia è stata riportata anche dal Corriere di Bologna. Qui sopra potete vedere un video che mostra la realizzazione della casa.FONTE:INDUSTRY EUROPE

Pubblicato il

Su Facebook arrivano le foto in 3D

da La Stampa del 12/10/18

foto in 3D. Il social network ha iniziato a introdurre la profondità negli scatti, grazie all’intelligenza artificiale. Al momento la nuova funzionalità è disponibile soltanto con la modalità ritratto dell’iPhone

FOTO-3D3-FACEBOOK-PER-IPHONE

Con le foto tridimensionali la profondità arriva negli scatti realizzati con iPhone. La funzione, annunciata durante la conferenza F8 di quest’anno, si basa sull’intelligenza artificiale. Infatti l’AI riesce a ricostruire la profondità di una foto, ricreando ciò che si vede se si inclina la prospettiva. Il tutto però, è possibile soltanto con la modalità ritratto dello smartphone Apple (iPhone 7,8, X e XS). Proprio perché con questa funzionalità vengono utilizzate entrambe le fotocamere del telefono. Così, le differenze di parallasse (il fenomeno per cui un oggetto sembra spostarsi rispetto allo sfondo se si cambia il punto di osservazione), possono essere impiegate per ricreare ciò che si trova dietro lo sfondo.

How to Create 3D Photos

We presented the 3D photos feature and now we're handing the creativity off to you! We can't wait to see what you come up with. If you need a little help getting started, check out our video on how to post a 3D photo. What are you excited to bring to life using this immersive format?

Geplaatst door Facebook 360 op Donderdag 11 oktober 2018

La nuova funzionalità per creare foto in 3D è disponibile nella barra dell’aggiornamento di stato. Ovviamente le foto 3D sono fruibili anche con i visori Oculus Go e Oculus Rift. Per creare foto migliori, Facebook consiglia di posizionarsi a poco più di un metro di distanza dal soggetto immortalato, con lo sfondo occupato da oggetti o altri ostacoli in modo da permettere all’intelligenza artificiale di separare bene i diversi strati dello scatto.

L’introduzione della terza dimensione nelle foto dimostra come i contenuti postati sul news feed siano molto importanti per Facebook. Come scrive Techcrunch, le foto a tre dimensioni erano state pensate per spingere gli utenti a usare i visori per la realtà virtuale, ma ben presto la compagnia si è resa conto che questo tipo di contenuti potrebbero avere un grande impatto su tutti gli utenti del social network. Dopo le dirette live e le foto a 360 gradi, è arrivato il momento della profondità.