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NUOVI ORGANI UMANI. ECCO IL CHIRURGO CHE VUOLE STAMPARLI IN 3D

nuovi organi umani in 3d
il chirurgo dei nuovi organi umani Anthony Atala

Anthony Atala. Questo è il nome del chirurgo, tra i pionieri del suo campo, che ci racconta come si arriverà presto ad utilizzare nuovi organi umani , ma stampati in 3D. Perchè farlo? Semplice! Minori costi, maggiore riuscita. Siamo a Winston-Salem in North Carolina. C’è una stampante che cellula dopo cellula, strato su strato, lentamente ricostruisce nuovi organi umani che potranno essere trapiantati in pazienti che ne avranno bisogno. Si intuisce subito il primo vantaggio: nessun problema di rigetto. L’idea è la stessa di una comune stampante 3d commerciale, con la differenza che invece di PLA o materiale plastico o ABS, viene steso del tessuto vivente. Questo è il progetto della Wake Forest Insitute for Regenerative Medicine al cui comando c’è Anthony Atala che da più di 10 anni lavora a questo progetto. Secondo Atala la cosa più sconvolgente per un chirurgo è essere costretti ad operare non nel modo ideale con l’unica scelta possibile. Quindi
Piuttosto che trapiantare dispositivi o organi che sappiamo daranno problemi, perché non costruirsi direttamente un organo dal paziente stesso?“.

Piuttosto che trapiantare dispositivi o organi che sappiamo daranno problemi“, continua Atala, , “perché non costruirsi direttamente un organo dal paziente stesso?“.

Con quale procedimento verranno stampati questi nuovi organi umani in 3D?

Tutto può sembrare semplice e automatico con la stampante 3D. Anche produrre un piccolo oggetto non è così facile. Non basta schiacciare un pulsante, e tac….il gioco è fatto! NO! A maggior ragione per produrre un organo umano in 3D, il processo è molto complesso. Si parte da un lavoro manuale che realizza l’organo per poi passare all’automazione del procedimento per riprodurlo in 3D. E come si fa a produrlo a mano? Si deve prima di tutto prendere un piccolo campione di tessuto, grande come mezzo francobollo, dall’organo del paziente che si vuole ricreare. Le cellule di questo campione vengono moltiplicate al di fuori del corpo e si crea uno stampo tridimensionale di materiale che viene riassorbito dall’organismo, rivestendo questa specie di struttura con le cellule. Questa struttura viene messa in una sorta di forno che riproduce le condizioni del corpo umano, dove deve maturare fino ad essere pronta per l’utilizzo.

Quindi si passa al procedimento che riguarda la stampa 3D, conoscendo bene queste fasi: recupero delle cellule, crescita di esse, farle rimanere normali e farle funzionare. In sostanza si deve automatizzare il processo. Sembra semplice, ma non è così. Per ora si sono stampate strutture piatte come pelle, vasi sanguigni o uretra o organi cavi come vescica e vagina. Sicuramente sarà più complicato realizzare gli organi solidi, perchè ci saranno molti più problemi come la vascolarizzazione, dato il maggior numero di cellule per centimetro quadrato.

Vantaggi e costi di un organo stampato in 3D

I principali vantaggi di creare nuovi organi umani in 3D sono la precisione perchè la stampante può posizionare le cellule dove si vuole, la riproducibilità, visto che si può riprodurre lo stesso identico organo più volte. La scalabilità, cioè la possibilità di riprodurne tanti quanti sono necessari e la riduzione dei costi. Infine questa tecnologia consente di usare le tecniche di imaging direttamente dal paziente. Con la scansione dell’organo e la conversione tramite software, si crea la base per costruire la struttura personalizzata.

E veniamo ai costi. La stampante quanto costa? Devono essere apparecchiature molto sofisticate, con augelli grandi quanto una cellula per essere estremamente precisi. I prezzi di queste tipologie vanno da qualche migliaio di dollari fino anche a 100000 dollari. Tutto sommato non sono così costose, contando che su quella cifra si aggirano le stampanti che riproducono le nostre statuine per un matrimonio 3D. E un organo, quanto costa? In teoria il costo diminuisce con la stampa di nuovi organi in 3D. Un singolo stent cardiaco può arrivare a 10mila dollari, ma più che al costo sostenuto bisogna guardare a quello risparmiato per esami, cure e terapie non più necessarie, come ad esempio ai 250mila dollari annui che costa un paziente in dialisi negli USA, con insufficienza renale. Ma si risparmia anche per il trattamento farmacologico, in quanto il tessuto trapiantato viene riconosciuto dall’organismo e dal sistema immunitario e non viene attaccato.

In conclusione, speranze e aspettative

Quindi adesso il prof. Atala si aspetta non solo di costruire organi piatti, ma anche solidi: cuori, fegati e reni. Il trapianto parziale è già fattibile ma si vuole raggiungere quello completo. Pian piano si vuole arrivare a dare speranze complete ai pazienti, anche se Atala non vuole dare tempi e scadenze che in questo campo non sempre si possono rispettare. Ma le aspettative sono elevate e questo fa ben sperare.

Dagli organi veri a interi corpi in miniatura, da un utilizzo molto utile per la medicina alle nostre proposte di statuine personalizzate . Tutto questo e molto più è quello che può fare una stampante in 3D.

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